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domenica 5 maggio 2013

martedì 8 maggio 2012

IL NEMICO COMUNE

Via San Francesco d’Assisi tra i civici 14 e 18, Torino. Ore 10. Pieno centro, strada iperriservata ai mezzi pubblici, in particolare al mitico “4”, tram ribattezzato metropolitana leggera.
Una Punto blu con le quattro frecce accese ingombra – di poco, ma senza dubbio –  le rotaie del tram.
il "4" si ferma e subito si forma una coda di circa un chilometro di mezzi pubblici e qualche taxi.
Rapidamente si accalca una piccola folla – tra il curioso e l’inferocito –  che aspetta l’arrivo del carro attrezzi e / o del conducente.

Piccolo florilegio di commenti degli astanti:
se arriva lo ammazziamo
gli devono dare una multa di diecimila euro – va bè, ma mica li vale, diecimila euro quell’auto – bon, allora gli portano via la macchina ma gli diamo tutti un calcio in culo
bastardo
per gente come lui  l’italia va così
per me è una donna – (a voce bassa) solo le donne mettono la macchina così -  ah sì?  per me è un uomo che siete tutti stronzi
rivoltiamogli l’auto – no che poi ci denuncia
che schifoso
che cretino
arivano dio faus sti vigili, che anche loro fan niente tutto il giorno!
spacchiamogli il finestrino
spacchiamogli  il tergicristalli
spacchiamogli qualcosa
Etc

lunedì 7 maggio 2012

giovedì 29 marzo 2012

TE NE SEI ANDATA

Mi hai lasciato. Lo so, non potevi farne a meno. Mi hanno costretta, affermi.
Va bene, me ne farò una ragione. Farai la felicità di un altro.
Devi capire però che per quanto ti volessi bene, così elegante e raffinata, io ho bisogno di sfogarmi e – diciamolo – di divertirmi.
In fondo, insegna il nostro ex premier, basta pagare e te ne trovi quante ne vuoi.
E quindi stamattina te ne sei andata e dopo tre quarti d’ora ore ti ho  rimpiazzato con un’altra, giovane e bella, un po’ più grezza, ma disponibile.
La vita va avanti.

(Stamattina mi hanno fregato la mia meravigliosa bici a scatto fisso rossa. Ho preso il tram, nel mondo indifferente al mio dramma, sono sceso a Porta Palazzo, dal ciclista straniero che apre alle 830, e ne ho comprato un’altra, nuova. Carina, ma l’altra resterà nel mio cuore.)

mercoledì 28 marzo 2012

PAUSA PRANZO

Ho dimenticato lo zaino con il necessario per la palestra dentro l’auto, parcheggiata vicino all’autostrada.
Esco alle due, dopo un’interminabile riunione, prendo la bici (rossa, a scatto fisso. Meravigliosa) e schizzo a recuperare il predetto zaino.
Al ritorno, spinto dalla fame, entro in un povero ritrovo di pizzakebabcucinaitaloturca.
Il padrone è gentile, non ha pizza disponibile, ma me ne farà una piccola in – dice – tre minuti.
Mi siedo, l’ambiente ricorda davvero un piccolo caffè turco (bè, di Istanbul, l’unica Turchia che ho visto): un narghilè, un giornale in lingua incomprensibile, immagini sgualcite di città con minareti dorati, apparecchiatura molto essenziale.
Entra un ragazzo scuro con appesa al collo una minuscola quattrenne dagli incongrui occhi azzurri.
Ordina qualcosa di strano, boh e parla, concitato e arrabbiato, con il padrone (io faccio finta di essere immerso nella lettura del Corriere della Sera di sabato scorso)
La bambina mi guarda, io le sorrido brevemente, lei distoglie lo sguardo, mi riguarda, risorrido, ridistoglie lo sguardo, mi alzo e le do un forte schiaffone (no, non è vero), resto invece seduto e lei mi sorride e mi chiede cosa bevo. Thè freddo, rispondo. È buono, chiede. Abbastanza, rispondo. Lo voglio anche io, afferma. Il papà la richiama, torvo.
Finisco la pizzetta, senza infamia e senza lode, pago, mi aggiisto la cravatta e prendo la bici.
Torno in ufficio.

venerdì 27 gennaio 2012

DOWNTOWN

E insomma, invece di andare nella triste palestra, prendo la bici (rossa, a scatto fisso) e me ne vado in giro per Torino centro. Riscopro l’argine del Po (per i milanesi: trattasi di fiume, “corso d'acqua perenne, a regime pressoché costante”, vabbè, dai, guardate delle immagini sul web) e scopro
Gabbiani e anatre
Spiaggette di argilla
Tronchi sbiancati e dilavati
Un’acqua stranamente trasparente
Un  odore di fiume pulito
Dei cani festosi
E una coppietta che sta facendosi una grigliata. Giuro, proprio in fondo, dove finisce l’argine pedociclabile, si sono accesi un fuocherello e arrostiscono delle – a giudicare dall’odore – delle salsicce.
C’era il solicello e l’aria non troppo fredda – anche se siamo vicini vicini ai giorni della merla – e il tutto mi ha messo allegria.